pessima- appunti sparsi

May 23

May 6

May 3

da Currenti Calamo

Vento

Joris Ivens · Io e il vento (fotogramma) ·1988

Il vento sollecita le rotte degli uccelli, batte la schiena ai naviganti, piega la forma degli alberi. Nel vento il vapore dei mari, la polvere dei deserti, la voce immutata dei morti.


Sono il vento gelido della Sierra Madre,
sono il canto di Moby Dick ma mi desiderate
in fondo ai mari del mondo.
Sono il vento dei campi di grano.
Rido, rido, rido tutta la giornata,
sono il cerchio proibito,
chi mi supera avrà il fiato mozzato.
Sono il föhn, sono il maestrale,
il diavolo dell’Europa gotica,
Van Gogh tentò di dipingermi e impazzì.
In Tunisia sono il ghibli,
sono il tornado del Nebraska
ma per tutti sono l’odioso Simoun.
Un giorno supererò il muro del suono,
il bambino argentino capriccioso e crudele.
Ahimè! Oramai il mio segreto verrà taciuto,
omaggio a coloro che detengono i segreti.
Sono l’amante effimero, il balocco delle nuvole,
un sospiro nel cielo cinese.
Sono la moschea di Cadice,sono io
che allontano l’aria greve della notte.
Sono il soffio del primo giorno della creazione
che galleggiava sulle acque.

Joris Ivens


…a volte il vento annuncia altro vento…
 

21 aprile  2008


sensibile

La parola sensibile è vaga come stelle dell’Orsa.

Francesca Mambro fu protagonista dell’eversione nera negli anni ‘70 e si è presa qualche ergastolo per omicidi organizzati, realizzati, rivendicati, confessati, ma si è proclamata innocente rispetto alla strage di Bologna. Francesca Mambro era allora come oggi la donna di “Giusva” Fioravanti, un tizio colpevole di decine di delitti a sfondo labilmente politico.

Delitti diventati famosi per la ferocia e la facilità con cui vennero commessi, spesso a danno di gente che nulla aveva a che fare con le sue “cause” e a volte dettati dalla follia piuttosto che da un qualche credo neofascista. 

Un ragazzo la cui gioventù venne violentata da troppa televisione.

Guisva era uno pronto per la “Uno Bianca” prima della “Uno Bianca”.

Qualche anno fa un giudice chiese a Francesca perchè lo scelse come compagno di vita. A questa domanda rispose con una frase da ginnasio nichilista, lapidaria, nel senso di lapide:

” Giusva era il ragazzo più sensibile che io avessi mai incontrato”

Che razza di tipacci fossero gli altri ragazzi che aveva frequentato non ci è dato sapere, di sicuro Francesca con gli uomini non è stata fortunata.E la parola sensibile resta dubbia e ambivalente come il coinvolgimento dei N.A.R. per i fatti del 2 agosto 1980. Francesca Mambro è stata citata nei ringraziamenti in un disco intitolato “Abbiamo pazientato quarant’anni, ora basta!”. Sensibili anche loro.

Per evitare di confondere la sensibilità con l’eversione fascista e stragista stabiliremo dei limiti. Definiamo quindi neosensibilismo il nostro modo di esseresensibili che in tutto si distacca dalle ambiguità di Francesca Mambro da cui ci dissociamo, anche per l’uso sconsiderato e irresponsabile del vocabolario.

La signora Mambro e il camerata Fioravanti sono fuori di galera.

Fa male ammettere che al momento vincono due a zero.

(Offlaga Disco Pax, Bachelite, 2008) 


May 2

1° maggio a Sesto Fiorentino

O profughi d’Italia
a la ventura
si va senza rimpianti
né paura

Nostra patria è il mondo intero
e nostra legge è la libertà
ed un pensiero
ed un pensiero
Nostra patria è il mondo intero
e nostra legge è la libertà
ed un pensiero
ribelle in cor ci sta.

Dei miseri le turbe
sollevando
fummo da ogni nazione
messi al bando
Nostra patria è il mondo intero
e nostra legge è la libertà
ed un pensiero
ed un pensiero

Nostra patria è il mondo intero
e nostra legge è la libertà
ed un pensiero
ribelle in cor ci sta

Dovunque uno sfruttato
si ribelli
noi troveremo schiere
di fratelli

Nostra patria è il mondo intero
e nostra legge è la libertà
ed un pensiero
ed un pensiero
Nostra patria è il mondo intero
e nostra legge è la libertà
ed un pensiero
ribelle in cor ci sta

Raminghi per le terre
e per i mari
per un’Idea lasciammo
i nostri cari

Nostra patria è il mondo intero
e nostra legge è la libertà
ed un pensiero
ed un pensiero
Nostra patria è il mondo intero
e nostra legge è la libertà
ed un pensiero
ribelle in cor ci sta

Passiam di plebi varie
tra i dolori
de la nazione umana
i precursori

Nostra patria è il mondo intero
e nostra legge è la libertà
ed un pensiero
ed un pensiero
Nostra patria è il mondo intero
e nostra legge è la libertà
ed un pensiero
ribelle in cor ci sta

Ma torneranno Italia
i tuoi proscritti
ad agitar la face
dei diritti

Nostra patria è il mondo intero
e nostra legge è la libertà
ed un pensiero
ed un pensiero
Nostra patria è il mondo intero
e nostra legge è la libertà
ed un pensiero
ribelle in cor ci sta .


May 1

nella rete

Chi si espone, infatti, non può conoscere chi si sta esponendo perchè non si vede. E’ dunque più che probabile, argomenta Hannah Arendt, ” che il ‘chi’, che appare in modo così chiaro e inconfondibile agli occhi degli altri, rimanga nascosto alla persona stess, coem il daimon della religione greca che accompagna ogni uomo nella sua vita, sempre presente dietro le sue spalle e quindi solo visibile a quelli con cui egli ha dei rapporti.”

Apparire agli altri perchè semplicemente li si incontra, e mostrare loro attivamente chi si è, sono tuttavia, per Hannah Arendt, due cose differenti. Detto alla buona, tale differenza riguarda il mero apparirci dell’identità fisica di qualcuno e il suo attivo esibirsi. Non si tratta tuttavia di una differenza tra la mera materialità e l’eccelsa spiritualità, fra corpo e anima. Bensì, piuttosto, di una diffrenza di scena. La scena sulla quale “gli esseri umani appaiono gli uni agli altri non come oggetti fisici ma in quanto uomini” è infatti quella che li vede agire con atti e parole. Com’è noto, trasgredendo i canoni del lessico tradizionale, Hannah Arendt dà a questa scena di esibizione interattiva il nome di politica.

( da Adriana Cavarero, Tu che mi guardi, tu che mi racconti. Filosofia della narrazione, Feltrinelli, 1997- Le citazioni della Arendt son tratte da Vita activa)