da Currenti Calamo
Vento
Joris Ivens · Io e il vento (fotogramma) ·1988
Il vento sollecita le rotte degli uccelli, batte la schiena ai naviganti, piega la forma degli alberi. Nel vento il vapore dei mari, la polvere dei deserti, la voce immutata dei morti.
Sono il vento gelido della Sierra Madre,
sono il canto di Moby Dick ma mi desiderate
in fondo ai mari del mondo.
Sono il vento dei campi di grano.
Rido, rido, rido tutta la giornata,
sono il cerchio proibito,
chi mi supera avrà il fiato mozzato.
Sono il föhn, sono il maestrale,
il diavolo dell’Europa gotica,
Van Gogh tentò di dipingermi e impazzì.
In Tunisia sono il ghibli,
sono il tornado del Nebraska
ma per tutti sono l’odioso Simoun.
Un giorno supererò il muro del suono,
il bambino argentino capriccioso e crudele.
Ahimè! Oramai il mio segreto verrà taciuto,
omaggio a coloro che detengono i segreti.
Sono l’amante effimero, il balocco delle nuvole,
un sospiro nel cielo cinese.
Sono la moschea di Cadice,sono io
che allontano l’aria greve della notte.
Sono il soffio del primo giorno della creazione
che galleggiava sulle acque.
Joris Ivens
…a volte il vento annuncia altro vento…
21 aprile 2008